Il Tar del Piemonte ha rigettato in toto le richieste della Inc Spa a seguito della bocciatura da parte della Regione Piemonte della proposta di partenariato pubblico privato sul nuovo ospedale di Cuneo. Vince così la linea tenuta dall’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle e dal suo ex direttore generale, oggi commissario, Livio Tranchida, e dalla Regione Piemonte che avevano stabilito di non dar corso al procedimento di project financing per la realizzazione del nuovo ospedale. A fondamento della propria decisione il TAR ha posto (in estrema sintesi) le seguenti argomentazioni.
Il ricorso al Tar era stato presentato da parte della Inc della famiglia Dogliani di Narzole, na delle più grandi aziende italiane, il cui progetto di Partenariato pubblico privato non è stato approvato ed è stato giudicato non di pubblica utilità. E il Tar ha dato ragione al Santa Croce perché la decisione di non proseguire il project per l’aumento dei costi appare evidente e dunque tutto lo studio fatto dalla stazione appaltante era corretto e definito.
La Inc aveva fatto ricorso contro la bocciatura della proposta di partenariato e aveva chiesto la sospensiva, già non concessa, e 10,88 milioni di euro di risarcimento per le spese sostenute per la redazione della progettazione. Ma anche su questo punto il Tar ha rifiutato le domande risarcitorie che la Inc aveva svolto, proprio perché la tutto il procedimento da parte dell’ospedale di Cuneo è stato condotto in modo trasparente e collaborativo, con una costante interlocuzione tra la proponente e la stessa Azienda ospedaliera.
Il Tribunale amministrativo regionalem, la cui sentenza è firmata dal presidente Gianluca Bellucci, aveva chiamato a giudizio i tre soggetti interessati: la Regione (costituita con la sua Avvocatura), l’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, rappresentata dai legali Vittorio Barosio e Serena Dentico e la Inc ricorrente con l’avvocato genovese Daniele Granara.
Nessun commento per ora da parte di Regione e dell’Ospedale da cui si attendono reazioni.





