Prosegue al tribunale di Cuneo il processo per stalking e danneggiamento a carico di A.B., il giovane accusato di aver spaccato per tre volte i finestrini dell’auto del nuovo compagno della donna con cui aveva avuto una relazione conclusa ormai da mesi.
I danneggiamenti sarebbero avvenuti in giorni precisi, il 14 dicembre del 2022, il 14 gennaio e l’11 marzo del 2023, una speciale ricorrenza per l’imputato e la sua ex, costituita parte civile in giudizio, poiché era la data dell’inizio della loro storia durata pochi mesi.
Il primo episodio avvenne sul piazzale della stazione di Fossano dove la vittima aveva parcheggiato la propria auto per andare a lavorare e nelle cui vicinanze c’era l’attività dell’imputato, “le altre due volte avvennero sotto casa della mia compagna, in entrambe le occasioni era stato spaccato il lunotto posteriore, e tutte le volte la mia era l’unica auto danneggiata. L’ultima volta trovammo sul lunotto posteriore una carta di un gioco da tavola che lei gli aveva regalato per San Valentino, poco prima che la loro relazione finisse. Lo aveva acquistato su Amazon e aveva ancora la ricevuta; per noi era come se lui avesse voluto metterci la firma”.
Prima di questi episodi, alla fine di agosto del 2022, l’imputato si presentò sotto casa della giovane suonando ripetutamente il citofono e pretendendo di parlarle nonostante lei gli avesse detto al telefono di non andare. La madre si affacciò e si spaventò per il tono concitato e lo stato di agitazione del ragazzo.
Alla fine di settembre l’episodio che più turbò la donna e il suo nuovo compagno. Al ritorno da una gita, i due trovarono l’imputato sotto casa che si sbracciava, “avevamo provato a proseguire e parcheggiare più in là ma lui ci aveva seguiti. La insultò, poi si avvicinò a me chiamandomi per nome, mostrando di sapere che tipo di auto e di moto avevo. Poi prese dalla sua auto un pacco in cui c’erano alcuni regali che lei gli aveva fatto e la cosa che più ci scioccò un portaritratti con alcune foto mie prese dai mie profili social”.
Lo stato d’ansia per questi incontri e il timore per ulteriori danneggiamenti li indusse a cambiare abitudini, ad uscire molto di rado, a comprare della biciclette per spostamenti brevi, a parcheggiare lontano da casa, fino alla decisione di trasferirsi dall’alloggio che lei aveva preso in affitto da poco.
Nel corso dell’ultima udienza hanno deposto gli amici dell’imputato che in merito ai danneggiamenti avvenuti a gennaio e marzo, dopo che lui era stato in discoteca, hanno riferito di aver trascorso tutto il tempo con lui e che dopo la chiusura del locale erano andati a mangiare un panino prima di tornare a casa.
Nella notte dell’11 marzo però l’auto dell’imputato venne fermata a Borgo Gesso dalla Polizia; gli agenti gli contestarono la guida in stato di ebbrezza e al volante venne messo l’unico del gruppo che non aveva bevuto. Gli agenti però scrissero a verbale di aver notato sul polso dell’imputato una ferita che perdeva sangue e dei vetri sul suo sedile, una circostanza su cui gli amici non hanno saputo fornire spiegazioni dicendo di non aver fatto caso alla ferita e di non aver notato i frammenti di vetro. Uno degli amici ha anche riferito di aver assistito agli episodi di agosto sotto casa dei genitori della ragazza e a settembre, quando la coppia venne fermata al rientro a casa. Il testimone ha raccontato di essere rimasto in disparte e quindi di non essere stato visto da nessuno. Secondo lui in entrambe le occasioni si sarebbe trattato di normali conversazioni senza toni accesi o insulti.
In aula ha deposto anche l’agente che aveva svolto le indagini sui tabulati telefonici e la visione delle telecamere stradali nelle zone di interesse; dalla visione delle immagini delle telecamere, un’auto come quella dell’imputato era stata effettivamente vista transitare nella notte dell’11 marzo in prossimità della casa della vittima, e anche i tabulati confermavano che il cellulare del giovane agganciava celle nei pressi della sua casa proprio in occasione degli episodi riferiti dalla parte civile.
L’udienza è stata rinviata al 2 luglio per ascoltare le ultime testimonianze; il 9 luglio è fissata la discussione della parti.





